Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: da sole pesano per circa il 30% di tutti i decessi — il 30,9% secondo l’Istituto Superiore di Sanità. In pratica sono responsabili della perdita di 25 vite ogni ora, oltre 220mila ogni anno.
È però un dato che si può cambiare: sempre secondo l’ISS, fino all’80% di questi eventi sarebbe evitabile con diagnosi precoce, corretti stili di vita e cure tempestive.
Mutua Privata ha da sempre tra i suoi obiettivi primari la diffusione di una solida cultura della prevenzione e la possibilità di garantire alle persone associate un accesso facile e conveniente a tutte le prestazioni e le attività di prevenzione delle principali patologie.
Oggi il progresso degli studi e la diffusione di tecnologie molto potenti, permettono di portare a disposizione di tutti strumenti davvero efficaci. Progettati per migliorare la consapevolezza riguardo ai fattori di rischio per la salute e alle azioni utili per contenerli.
Per questo come Mutua Privata abbiamo deciso di partecipare alle attività di ricerca del Politecnico di Torino e sottoporre l’idea per un progetto da sviluppare che avesse come obiettivo la prevenzione delle malattie cardio vascolari.

Nasce così Wellbeat: un’idea raccolta dal dipartimento di ingegneria informatica e sviluppata da un gruppo di suoi studenti, che l’hanno costruita confrontandosi con cardiologi per individuare i dati clinici davvero importanti. Un progetto di ricerca che Mutua Privata ha scelto di sostenere fin dall’inizio.
L’applicazione fa una cosa tanto semplice quanto preziosa: attraverso una serie di dati che riguardano lo stile di vita e alcuni parametri legati alla salute cardiaca — come i valori di pressione sistolica (o «massima») e di colesterolo nel sangue — calcola l’età cardiaca e il rischio di andare incontro a patologie cardiache nei successivi dieci anni.
La stima dell’età cardiaca è tra i suoi punti di forza. Tradurre una probabilità statistica in un linguaggio immediato, sapere che a 50 anni il proprio cuore «ne ha» 60 dice molto più di una percentuale — ed è ciò che spinge ad agire.
Tutto il processo avviene nel massimo rispetto della tutela dei dati personali e, grazie alla possibilità di collegare i dati a un profilo, permette di monitorare nel tempo i cambiamenti del proprio profilo di rischio.
Come fare per provarla
Wellbeat è una web app: questo significa che non serve installare nulla. Basta cliccare su questo link o inquadrare questo qrcode

per accedere alla pagina di login.
A questo punto è sufficiente inserire la propria mail e creare una password per completare la registrazione.
Una volta creato il profilo, si procede a compilare i campi proposti dal form con dei dati molto semplici: altezza, età, genere, peso, pressione sistolica, colesterolo ed eventuali fattori di rischio individuali.

A questo punto con un click si genera il risultato: Wellbeat calcola l’età cardiaca e la percentuale di rischio di andare in contro a problemi cardiaci nei successivi 10 anni.
Rigore scientifico

Mutua Privata sostiene il progetto Wellbeat perché non soltanto si tratta di un prodotto efficace nel produrre consapevolezza e sensibilizzare le persone riguardo all’importanza di monitorare e proteggere la salute del proprio cuore.
Il valore di Wellbeat sta nelle basi scientifiche su cui è costruita. Il punto di partenza è un algoritmo consolidato, il Framingham Risk Score, elaborato nel 2008 a partire da un ampio studio epidemiologico avviato nel 1948 e tuttora in corso. È una base solida e validata — ma resta, appunto, un punto di partenza.
Wellbeat lo integra e lo arricchisce con elementi che i modelli tradizionali trascurano.
Ecco alcune delle funzioni più interessanti e di maggior impatto per la sua efficacia: a partire dai valori del profilo lipidico Wellbeat stima l’apolipoproteina B (ApoB), un marcatore più preciso del semplice colesterolo LDL nel misurare le particelle capaci di danneggiare le arterie — un’informazione che di norma richiederebbe un esame di laboratorio dedicato.
Inoltre, nel calcolare i fattori di rischio, tiene conto della qualità dell’aria: l’esposizione cronica alle polveri sottili (PM2.5) ha effetti sul sistema cardiovascolare paragonabili a quelli del fumo, e Wellbeat la inserisce nel calcolo del rischio insieme ad altri fattori come aritmie e sovrappeso.
Proprio perché racchiude in un’interfaccia semplice e mette a sistema tutte queste conoscenze che oggi possediamo sulle malattie cardiache Wellbeat svolge una funzione fondamentale nel colmare il divario tra dati complessi sul rischio medico e una guida personalizzata e concreta per intervenire sugli stili di vita individuali.
Rendere accessibile a chiunque, attraverso una semplice web app, uno strumento tanto solido significa mettere nelle mani di tutti un potente alleato per la consapevolezza e la prevenzione: non un sostituto della visita medica, ma un punto di partenza per capire quando è il momento di approfondire.
Ed è esattamente il tipo di prevenzione — concreta e accessibile — in cui Mutua Privata crede e che sceglie di sostenere.


